domenica 1 luglio 2018

Mauro Corona


Mauro Corona figlio di Domenico "Mene" Corona e Lucia "Thia" Filippin, venditori ambulanti, nasce a Baselga di Piné. Dopo i primi anni dell'infanzia trascorsi in Trentino la famiglia ritorna al Erto, il paese d'origine nella valle del Vajont a quel tempo in provincia di Udine e poi passato in provincia di Pordenone nel 1968, dove trascorre i successivi anni nella contrada San Rocco. Fin da bambino segue il padre nelle battute di caccia come bracconiere ed è proprio su questi monti, dove trascorse gran parte della sua gioventù, che nacque in lui la passione per la montagna e l'alpinismo. Appena tredicenne scala il monte Duranno (2688 m s.l.m.).
Dopo la nascita del secondo fratello, seguita pochi mesi dopo dall'abbandono della famiglia da parte della madre, esausta delle percosse infertele dal marito, Corona si dedica alla lettura: Tolstoj, Dostoevskij e Cervantes sono i suoi scrittori preferiti e contemporaneamente impara l'arte della scultura lignea dal nonno intagliatore.
Dopo aver frequentato le scuole elementari per 8 anni a Erto iniziò le medie nella vicina Longarone, in provincia di Belluno. Il 9 ottobre 1963 cambiò radicalmente la sua vita quando l'ondata del Vajont spazzò letteralmente via la parte bassa della cittadina bellunese e le frazioni vicine al lago a cavallo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia causando oltre 2 000 morti. La sua famiglia non subì alcuna perdita nel disastro. Vari anni dopo raccontò l'accaduto nel romanzo Aspro e dolce.
Insieme al fratello si trasferì successivamente nel Collegio Don Bosco di Pordenone: questo fu per lui un periodo difficile in quanto la nostalgia, il senso di prigionia e la mancanza dei boschi di Erto lo tormentarono incessantemente. Alcuni insegnanti salesiani rafforzarono il suo amore per la letteratura e lo incoraggiano nello studio. Quando i due fratelli tornarono a Erto Corona voleva frequentare la Scuola d'Arte di Ortisei, ma la mancanza di soldi lo costrinse a frequentare l'Istituto per Geometri Marinoni di Udine perché gratuito.

Dal Monte Buscada allo studio di Erto

Dopo alcuni anni venne ritirato dalla scuola, visto che per ribellione non seguiva più le lezioni, preferendo leggere Tex in classe. Nel 1968 il fratello partì per la Germania in cerca di lavoro, dove annegò tre mesi più tardi in una piscina di Paderborn. Nel frattempo Corona aveva lasciato il posto da manovale a Maniagoper andare a lavorare nella cava di marmo del monte Buscada. Questo duro lavoro fu alleviato dall'essere a contatto con le cime, le foreste e quei prati che gli ricordavano l'infanzia.
Fu costretto a sospendere questo lavoro durante il periodo del servizio militare che iniziò a L'Aquila arruolato negli alpini. Da lì andò a Tarvisio nella squadra sciatori. Si congedò con un mese di ritardo a causa di trentadue giorni di cella punizione rigore accumulati per le sue numerose intemperanze durante l'espletamento del servizio.

Corona scultore

La cava chiuse negli anni ottanta e Corona fu assunto come scalpellino riquadratore. Una mattina del 1975 Renato Gaiotti di Sacile passò per caso in via Balbi davanti al suo studio e, notando alcune piccole sculture, decise di comprarle tutte. Poco tempo dopo Gaiotti gli commissionò una Via Crucis da donare alla chiesa di San Giovanni del Tempio di Sacile. Con i soldi ricavati dalla vendita Corona acquistò l'attrezzatura indispensabile a scolpire. Trovò quindi in Augusto Murer di Falcade un maestro che gli insegnò il mestiere e gli permise di migliorare le sue conoscenze tecniche e artistiche. Nel 1975 a Longarone organizzò la sua prima mostra.

Corona arrampicatore

In quel periodo Corona non trascurò l'altra sua grande passione: l'arrampicata. Nel 1977 iniziò ad attrezzare le falesie di Erto e Casso, oggi meta molto frequentata dagli alpinisti di tutto il mondo. In pochi anni scalò le montagne del Friuli per poi spingersi fino in Groenlandia e in California sulle pareti della Yosemite Valley. Oggi diverse vie di scalata portano la sua firma.
Corona sportivo
Fin da ragazzo Corona manifestò una grande passione per il bob con cui ingaggiava gare tra amici non solo lanciandosi a capofitto con mezzi costruiti in proprio dai pendii intorno ad Erto, ma addirittura tra le strette, verticali e ripide vie del paese con rischio per la sua e l'altrui incolumità. In più di un'occasione dovette ricorrere alle cure mediche affinché gli ricucissero abrasioni su varie parti del corpo dopo aver strisciato o sbattuto contro i muri in sasso delle case intorno. Tanto era il coraggio e il talento in questa disciplina sportiva invernale, nota come la formula uno delle nevi, che nel 1972 all'età di ventidue anni entrò a far parte della nazionale italiana di bob. Corona ha fatto parte dell'equipaggio che vinse la medaglia di bronzo nei campionati italiani di bob a quattro svoltesi a Cervinia nel 1972, come riportato nel'albo d'oro di questo sport invernale.

Corona scrittore

La carriera di scrittore inizia nel 1997 quando un amico giornalista pubblicò alcuni suoi racconti sul quotidiano Il Gazzettino. Da allora ha pubblicato svariati libri.
Nei suoi romanzi e nei suoi racconti Corona porta a contatto con un mondo quasi del tutto scomparso: quello della vita e delle tradizioni nei paesi della Valle del Vajont, un ecosistema che subì violenti sconvolgimenti a seguito della tragedia. Personaggi ed echi del passato riaffiorano tra le righe di Corona, che affronta con uno sguardo appassionato e un po' malinconico tematiche come il rapporto dell'uomo con la natura, con le proprie radici e con l'incombente progresso economico e tecnologico.
Corona continua ad alternare momenti di scrittura, scultura lignea e arrampicata a conferenze, incontri e manifestazioni; partecipa alla realizzazione di alcuni documentari sulla sua vita. È stato comparsa nel film Vajont, interpretando suo padre. Tra i suoi amici e corrispondenti vi è il coetaneo Erri De Luca, anch'egli scrittore e arrampicatore.
Nel 2002, lo scrittore fumettista Paolo Cossi pubblica Corona - L'uomo del bosco di Erto per Edizioni Biblioteca dell'Immagine. Un libro a fumetti che narra alcune vicende raccontate a Cossi da Corona e delle avventure che Cossi dovette intraprendere per ascoltare di persona i racconti di Corona.
Cani, camosci, cuculi (e un corvo) si è aggiudicato il Cardo d'argento al 37º Premio Itas del libro di montagna, ritirato da Corona il 29 aprile 2008.
Il 17 luglio 2011 il libro La fine del mondo storto vince, con 75 preferenze, il Premio Bancarella 2011. Nel 2014 vince il Premio Mario Rigoni Stern e a proposito di questo riconoscimento dirà:



OPERE

Raccolte di racconti

  • Il volo della martora, Torino, Vivalda, 
  • Le voci del bosco, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 1998. 
  • Finché il cuculo canta, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 1999.
  • Gocce di resina, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 2001. 
  • Nel legno e nella pietra, Milano, Mondadori, 2003.
  • Aspro e dolce, Milano, Mondadori, 2004. 
  • Cani, camosci, cuculi (e un corvo), Milano, Mondadori, 2007.
  • Torneranno le quattro stagioni, Milano, Mondadori, 2010. 
  • Venti racconti allegri e uno triste, Milano, Mondadori, 2012. 
  • I misteri della montagna, Milano, Mondadori, 2016. 

Romanzi

  • L'ombra del bastone, Milano, Mondadori, 2005. 
  • I fantasmi di pietra, Milano, Mondadori, 2006. 
  • Storia di Neve, Milano, Mondadori, 2008.
  • Il canto delle manére, Milano, Mondadori, 2009. 
  • La fine del mondo storto, Milano, Mondadori, 2010. - Vincitore del Premio Bancarella 2011
  • Come sasso nella corrente, Milano, Mondadori, 2011. 
  • La voce degli uomini freddi, Milano, Mondadori, 2013. 
  • La via del sole, Milano, Mondadori, 2016. 
  • La casa dei sette ponti.
  • Una lacrima color turchese.

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