domenica 8 luglio 2018

Paolo Cognetti


Paolo Cognetti ha cominciato a scrivere verso i diciotto anni. Ha studiato matematica all'università e letteratura statunitense da autodidatta. Abbandonati gli studi accademici, nel 1999 si è diplomato alla Civica Scuola di Cinema di Milano. Nel decennio successivo si è dedicato alla realizzazione di documentari a carattere sociale, politico e letterario.
Come narratore ha esordito nel 2003 con il racconto Fare ordine, vincitore del Premio Subway-Letteratura e l'anno successivo all'interno dell'antologia La qualità dell'aria, curata da Nicola Lagioia e Christian Raimo. Negli anni seguenti ha pubblicato le due raccolte di racconti Manuale per ragazze di successo (2004) e Una cosa piccola che sta per esplodere (2007) e il "romanzo di racconti" Sofia si veste sempre di nero (2012), tutti usciti per minimum fax, vincitori di numerosi premi.
Dopo una serie di documentari sulla letteratura americana (Scrivere/New York, 2004) ha pubblicato nel 2010 New York è una finestra senza tende, seguito nel 2014 da Tutte le mie preghiere guardano verso ovest, due guide personali alla città di New York. Nel 2015 ha inoltre curato per Einaudi l'antologia New York Stories. L'altra passione di Cognetti è la montagna, dove trascorre in solitudine alcuni mesi all'anno. Da questi eremitaggi è nato un diario, Il ragazzo selvatico, del 2013. Nel 2014 è uscito per minimum fax A pesca nelle pozze più profonde, una meditazione sull'arte di scrivere racconti.
Nel 2009 ha vinto il premio Lo Straniero, riconoscimento attribuito dalla rivista Lo Straniero diretta da Goffredo Fofi ad artisti, saggisti, operatori, iniziative culturali e sociali di particolare spessore e generosità, con la seguente motivazione: "Paolo Cognetti, milanese, è tra i giovani scrittori italiani (ha da poco superato i trent'anni) uno dei più attenti a sentire e narrare il disagio delle nuove generazioni e gli anni difficili dell'adolescenza di questi anni, di fronte a un contesto di incerta sostanza e di sicurezza precaria. È anche autore di documentari e inchieste sulla giovane letteratura statunitense, ma sono le sue raccolte di racconti ad aver convinto del suo talento e del suo rigore, e della sua moralità di scrittore vero"".
L'8 novembre del 2016 è uscito per Einaudi il suo primo romanzo in senso stretto: Le otto montagne, venduto in 30 paesi ancor prima della pubblicazione, con il quale si è aggiudicato il Premio Strega 2017, il Prix Médicis étranger, il prix François Sommer 2018, l'English Pen Translates Award, il Premio Itas, il Premio Viadana e il Premio Leggimontagna..

domenica 1 luglio 2018

La casa dei sette ponti

Quando guidiamo in macchina e guardiamo il paesaggio attorno a noi capita di imbattersi in una casa isolata da tutto e tutti e ci domandiamo chi ci abiti, come è accaduto al protagonista di questo libro.

TITOLO: La casa dei sette ponti
AUTORE: Mauro Corona
EDITORE: Feltrinelli
PAGINE: 64
PREZZO: € 6,50


















TRAMA

Sull’Appennino tosco-emiliano, non lontano dall’Abetone, c’è una valle stretta e tortuosa, e in fondo una casa, una piccola casa con il tetto coperto di plastica colorata e due comignoli che buttano fumo sempre, estate e inverno. Un industriale della seta torna ai boschi dove un tempo andava a far funghi e la vede, quella casa. Malgrado il fuoco acceso sembra disabitata. È incuriosito. Entra. E lì comincia la sua avventura, che lo strappa alla mesta quotidianità del danaro e del potere per precipitarlo dentro un vertiginoso delirio, che è prova e passaggio, alla scoperta di sé. Mauro Corona scrive una piccola grande storia che suona come un apologo ed è allegoria della condizione umana quando perde di vista la semplicità dei valori cardine.



Quando ho deciso di leggere questo libro non credevo che mi sarebbe piaciuto così tanto. Non mi aspettavo una narrazione così ben descrittiva dei luoghi e del racconto.
Forse è vero il proverbio "L'abito non fa il monaco", perchè conoscevo l'autore Mauro Corona solo in TV come alpinista ma anche nella trasmissione televisiva "CARTA BIANCA" e non credevo che mi potesse entusiasmare così tanto. Forse anche perchè mi è molto a cuore ultimamente il tema della montagna ed delle escursione.

Ecco alcune frasi significative per me tratti dal libro:

"L'uomo dalle tre i: intransigente, 
intraprendente e intelligente."

"La dolcezza dei buoni, dei vinti, degli inermi. 
La dolcezza della malasorte accettata senza reclami."

Comunque non vedo l'ora di leggere un'altro libro di questo autore e ve lo consiglio.




 






Mauro Corona


Mauro Corona figlio di Domenico "Mene" Corona e Lucia "Thia" Filippin, venditori ambulanti, nasce a Baselga di Piné. Dopo i primi anni dell'infanzia trascorsi in Trentino la famiglia ritorna al Erto, il paese d'origine nella valle del Vajont a quel tempo in provincia di Udine e poi passato in provincia di Pordenone nel 1968, dove trascorre i successivi anni nella contrada San Rocco. Fin da bambino segue il padre nelle battute di caccia come bracconiere ed è proprio su questi monti, dove trascorse gran parte della sua gioventù, che nacque in lui la passione per la montagna e l'alpinismo. Appena tredicenne scala il monte Duranno (2688 m s.l.m.).
Dopo la nascita del secondo fratello, seguita pochi mesi dopo dall'abbandono della famiglia da parte della madre, esausta delle percosse infertele dal marito, Corona si dedica alla lettura: Tolstoj, Dostoevskij e Cervantes sono i suoi scrittori preferiti e contemporaneamente impara l'arte della scultura lignea dal nonno intagliatore.
Dopo aver frequentato le scuole elementari per 8 anni a Erto iniziò le medie nella vicina Longarone, in provincia di Belluno. Il 9 ottobre 1963 cambiò radicalmente la sua vita quando l'ondata del Vajont spazzò letteralmente via la parte bassa della cittadina bellunese e le frazioni vicine al lago a cavallo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia causando oltre 2 000 morti. La sua famiglia non subì alcuna perdita nel disastro. Vari anni dopo raccontò l'accaduto nel romanzo Aspro e dolce.
Insieme al fratello si trasferì successivamente nel Collegio Don Bosco di Pordenone: questo fu per lui un periodo difficile in quanto la nostalgia, il senso di prigionia e la mancanza dei boschi di Erto lo tormentarono incessantemente. Alcuni insegnanti salesiani rafforzarono il suo amore per la letteratura e lo incoraggiano nello studio. Quando i due fratelli tornarono a Erto Corona voleva frequentare la Scuola d'Arte di Ortisei, ma la mancanza di soldi lo costrinse a frequentare l'Istituto per Geometri Marinoni di Udine perché gratuito.

Dal Monte Buscada allo studio di Erto

Dopo alcuni anni venne ritirato dalla scuola, visto che per ribellione non seguiva più le lezioni, preferendo leggere Tex in classe. Nel 1968 il fratello partì per la Germania in cerca di lavoro, dove annegò tre mesi più tardi in una piscina di Paderborn. Nel frattempo Corona aveva lasciato il posto da manovale a Maniagoper andare a lavorare nella cava di marmo del monte Buscada. Questo duro lavoro fu alleviato dall'essere a contatto con le cime, le foreste e quei prati che gli ricordavano l'infanzia.
Fu costretto a sospendere questo lavoro durante il periodo del servizio militare che iniziò a L'Aquila arruolato negli alpini. Da lì andò a Tarvisio nella squadra sciatori. Si congedò con un mese di ritardo a causa di trentadue giorni di cella punizione rigore accumulati per le sue numerose intemperanze durante l'espletamento del servizio.

Corona scultore

La cava chiuse negli anni ottanta e Corona fu assunto come scalpellino riquadratore. Una mattina del 1975 Renato Gaiotti di Sacile passò per caso in via Balbi davanti al suo studio e, notando alcune piccole sculture, decise di comprarle tutte. Poco tempo dopo Gaiotti gli commissionò una Via Crucis da donare alla chiesa di San Giovanni del Tempio di Sacile. Con i soldi ricavati dalla vendita Corona acquistò l'attrezzatura indispensabile a scolpire. Trovò quindi in Augusto Murer di Falcade un maestro che gli insegnò il mestiere e gli permise di migliorare le sue conoscenze tecniche e artistiche. Nel 1975 a Longarone organizzò la sua prima mostra.

Corona arrampicatore

In quel periodo Corona non trascurò l'altra sua grande passione: l'arrampicata. Nel 1977 iniziò ad attrezzare le falesie di Erto e Casso, oggi meta molto frequentata dagli alpinisti di tutto il mondo. In pochi anni scalò le montagne del Friuli per poi spingersi fino in Groenlandia e in California sulle pareti della Yosemite Valley. Oggi diverse vie di scalata portano la sua firma.
Corona sportivo
Fin da ragazzo Corona manifestò una grande passione per il bob con cui ingaggiava gare tra amici non solo lanciandosi a capofitto con mezzi costruiti in proprio dai pendii intorno ad Erto, ma addirittura tra le strette, verticali e ripide vie del paese con rischio per la sua e l'altrui incolumità. In più di un'occasione dovette ricorrere alle cure mediche affinché gli ricucissero abrasioni su varie parti del corpo dopo aver strisciato o sbattuto contro i muri in sasso delle case intorno. Tanto era il coraggio e il talento in questa disciplina sportiva invernale, nota come la formula uno delle nevi, che nel 1972 all'età di ventidue anni entrò a far parte della nazionale italiana di bob. Corona ha fatto parte dell'equipaggio che vinse la medaglia di bronzo nei campionati italiani di bob a quattro svoltesi a Cervinia nel 1972, come riportato nel'albo d'oro di questo sport invernale.

Corona scrittore

La carriera di scrittore inizia nel 1997 quando un amico giornalista pubblicò alcuni suoi racconti sul quotidiano Il Gazzettino. Da allora ha pubblicato svariati libri.
Nei suoi romanzi e nei suoi racconti Corona porta a contatto con un mondo quasi del tutto scomparso: quello della vita e delle tradizioni nei paesi della Valle del Vajont, un ecosistema che subì violenti sconvolgimenti a seguito della tragedia. Personaggi ed echi del passato riaffiorano tra le righe di Corona, che affronta con uno sguardo appassionato e un po' malinconico tematiche come il rapporto dell'uomo con la natura, con le proprie radici e con l'incombente progresso economico e tecnologico.
Corona continua ad alternare momenti di scrittura, scultura lignea e arrampicata a conferenze, incontri e manifestazioni; partecipa alla realizzazione di alcuni documentari sulla sua vita. È stato comparsa nel film Vajont, interpretando suo padre. Tra i suoi amici e corrispondenti vi è il coetaneo Erri De Luca, anch'egli scrittore e arrampicatore.
Nel 2002, lo scrittore fumettista Paolo Cossi pubblica Corona - L'uomo del bosco di Erto per Edizioni Biblioteca dell'Immagine. Un libro a fumetti che narra alcune vicende raccontate a Cossi da Corona e delle avventure che Cossi dovette intraprendere per ascoltare di persona i racconti di Corona.
Cani, camosci, cuculi (e un corvo) si è aggiudicato il Cardo d'argento al 37º Premio Itas del libro di montagna, ritirato da Corona il 29 aprile 2008.
Il 17 luglio 2011 il libro La fine del mondo storto vince, con 75 preferenze, il Premio Bancarella 2011. Nel 2014 vince il Premio Mario Rigoni Stern e a proposito di questo riconoscimento dirà:



OPERE

Raccolte di racconti

  • Il volo della martora, Torino, Vivalda, 
  • Le voci del bosco, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 1998. 
  • Finché il cuculo canta, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 1999.
  • Gocce di resina, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 2001. 
  • Nel legno e nella pietra, Milano, Mondadori, 2003.
  • Aspro e dolce, Milano, Mondadori, 2004. 
  • Cani, camosci, cuculi (e un corvo), Milano, Mondadori, 2007.
  • Torneranno le quattro stagioni, Milano, Mondadori, 2010. 
  • Venti racconti allegri e uno triste, Milano, Mondadori, 2012. 
  • I misteri della montagna, Milano, Mondadori, 2016. 

Romanzi

  • L'ombra del bastone, Milano, Mondadori, 2005. 
  • I fantasmi di pietra, Milano, Mondadori, 2006. 
  • Storia di Neve, Milano, Mondadori, 2008.
  • Il canto delle manére, Milano, Mondadori, 2009. 
  • La fine del mondo storto, Milano, Mondadori, 2010. - Vincitore del Premio Bancarella 2011
  • Come sasso nella corrente, Milano, Mondadori, 2011. 
  • La voce degli uomini freddi, Milano, Mondadori, 2013. 
  • La via del sole, Milano, Mondadori, 2016. 
  • La casa dei sette ponti.
  • Una lacrima color turchese.

Il signore delle mosche

Cosa potrà mai accadere a un gruppo di bambini-adolescenti sperduti in un isola deserta. Riusciranno a convivere civilmente e garantire la sopravvivenza nella speranza di essere salvati da una nave.

TITOLO: Il signore delle mosche
AUTORE: William Golding
EDITORE: Mondadori - D'eagostini
PAGINE: 252
PREZZO: 


















TRAMA


Il suono della conchiglia

Nel mezzo di un'evacuazione un aeroplano britannico si schianta in una remota regione dell'Oceano Pacifico. Ritrovatisi naufraghi su un'isola deserta situata nei pressi, il biondo Ralph in compagnia di un ragazzo occhialuto e sovrappeso (che subito ma a malincuore accetta d'assumere il nomignolo di "Piggy", cioè maialino) trovano una conchiglia marina che, suonata da Ralph come fosse un corno, diventa il primo richiamo in direzione degli altri sopravvissuti. Questo suono fa accorrere un gran numero di ragazzini dispersi, tra cui i gemelli Sam ed Eric, e il gruppo dei coristi, a capo del quale vi è Jack.
Dovuto in gran parte al fatto che Ralph appare capace di riunire i più piccoli e prendersene per quanto può la responsabilità, questi viene rapidamente eletto in qualità di "capo", anche se non riceve i voti dei membri del coro guidati dal fulvo Jack; ed ecco che il riflessivo e saggio Ralph indicherà subito come uno degli obiettivi primari quello che occorre mantenere sempre acceso un fuoco sulla montagna e proteggerlo, il cui segnale di fumo possa avvertire eventuali navi di passaggio della loro presenza sull'isola.
I ragazzi decidono inoltre che chi detiene la conchiglia deve avere il diritto di parola, di esprimere quindi la propria opinione alle adunate in assemblea, ottenendone in cambio il silenzio attento di tutti gli altri.

Fuoco sulla montagna

Jack organizza il suo gruppo composto dai coristi per una prima battuta di caccia, cosicché diviene il responsabile per l'approvvigionamento di carne fresca; addentratisi all'interno si dirigono verso la montagna e, ad un certo punto, decidono di provare a vedere se riescono ad accendere un rogo.
Ai due 'leader' naturali s'aggiunge però poco dopo anche un tranquillo ragazzo dall'aria un po' sognante di nome Simon: mentre, anche se divenuto subito accompagnatore nonché consigliere di Ralph, Piggy viene di fatto relegato al ruolo di emarginato dai ragazzi più grandi e continua fonte di risa e scherno da parte di un po' tutti. Simon intanto, oltre a sovrintendere al progetto di costruzione di alloggi e rifugi, dimostra un istintivo bisogno di proteggere quelli più piccoli e indifesi, prendendosene cura.

Capanne sulla spiaggia

Comincia anche ad aleggiare poi tra i ragazzi la paura riguardante la presenza di una indefinibile "Bestia".
Alcuni fanno riferimento ad un presunto mostro che vivrebbe all'interno, un demone ignoto ancestrale che terrorizza i giovani; ciò si insinua sempre più nell'animo dei ragazzi fino a quando non renderà a tutti la vita sempre più terribile. La cosa in realtà, scopriranno tempo dopo, è causata invece da un evento del tutto reale, ovvero la caduta di un paracadutista sull'isola.
Ognuno dei ragazzi deve quindi iniziare ad adattarsi come meglio può alla nuova situazione venutasi a creare; si cominciano a costruire i rifugi e a raccogliere le prime provviste di cibo e acqua; questa parvenza di ordine però deteriora rapidamente e dopo un po' la maggior parte di loro inizia a non preoccuparsi più molto di queste fondamentali necessità quotidiane e trascorre invece la giornata tranquillamente a giocare e a mangiare frutti appena colti.
Il tempo passa e i ragazzi si abituano sempre più a quel modo di vivere fatto di giochi e divertimento, dimenticando spesso anche di tenere il fuoco acceso.

Facce dipinte e capelli lunghi

Jack, il quale ha iniziato implicitamente una lotta di potere con Ralph, con Roger e i più avventurosi, già abbastanza insofferenti della pacata, seria e tranquilla disciplina imposta con autorevolezza da Ralph, provano ad inoltrarsi verso l'interno; come segno di riconoscimento e distinzione, ma anche per mimetizzarsi nel mezzo del bosco, si dipingono le facce col nero del legno carbonizzato. Sommato ai capelli che già scendono un po' a tutti lunghi sulle spalle, la pittura li fa sembrare degli autentici selvaggi primitivi.
Ad un certo punto i suoi seguaci, lanciandosi in una caccia al cinghiale, abbandonano i posti che erano stati assegnati loro a guardia del focolare. Proprio in quel frangente ecco passare una nave nelle vicinanze dell'isola ma, senza il segnale di fumo, nessuno dell'equipaggio s'accorge dei naufraghi e l'imbarcazione prosegue ignara per la sua destinazione senza essere stata allertata.

Una bestia dal mare

Ben presto la coesione dei due gruppi (uno addetto al fuoco e alle abitazioni e l'altro addetto all'approvvigionamento di selvaggina) perde la sua ragion d'essere ed il ruolo di comandante in capo svolto fino ad allora da Ralph comincia a venir meno: si tralascia quindi la costruzione delle capanne e il tentativo di organizzazione di Ralph viene distrutto. Messa l'autorità di quest'ultimo in discussione, prende sempre più il suo posto al comando Jack col suo gruppo di cacciatori, abbandonatisi ormai alla vita selvaggia e alla superstizione più arcaica.
Fortemente irritato dalla piega che hanno preso gli eventi Ralph considera e medita sulla possibilità di lasciare la sua posizione di comando, ma viene convinto a non farlo da Piggy con il sostegno di Simon. Si fa infine strada nel cuore dei più che, forse, la terribile bestia possa essere un enorme mostro marino che durante la notte nuota verso la riva in cerca di cibo.

Una bestia dal cielo

Mentre Jack inizia a tramare con i suoi contro la leadership di Ralph, i gemelli "Sammeric", loro ora gli addetti al mantenimento del segnale di fumo, intravedono il cadavere di un pilota al buio ancora attaccato al suo paracadute, appeso ai rami d'un grande albero. Scambiando in un primo momento il corpo dell'uomo con la bestia che spaventa i più piccini, corrono a perdifiato ai rifugi che Ralph, con la collaborazione di Simon ha appena finito di far costruire, con l'intento d'avvertire tutti del pericolo.
Quest'avvenimento inaspettato sembra sollevare nuove tensioni tra Jack e Ralph: il cacciatore promette difatti da parte sua di partire immediatamente assieme ai suoi per andare ad uccidere la fantomatica 'Bestia'; anzi, pensa di portare il gruppo dall'altra parte dell'isola, e lì magari innalzarsi un fortino, da cui poter dominare con lo sguardo e controllare tutta la zona circostante.

Ombre e grandi alberi

I cacciatori sono lanciati sulle tracce di un branco di cinghiali selvatici e ne hanno preso uno, ne riescono oramai a seguire la pista con agilità, la direzione è chiara; preso da smania di protagonismo ad un certo punto Jack impone agli altri una prova di coraggio, addentrarsi cioè sempre più verso l'interno là ove si erge una montagna pietrosa - battezzata "Castle Rock" - la quale potrebbe anche esser il vero luogo di residenza, sostiene, della bestia misteriosa.
Ma solamente il suo già fanatico e un po' sadico alleato e sostenitore Roger sembra disposto a seguirlo ad occhi chiusi; Ralph, che non ha potuto sottrarsi dal dimostrare di non avere paura, va avanti per un po' tra le ombre dei grandi alberi assieme agli altri due, fino a che non li convince a desistere.

Un dono per le tenebre

Quest'ultimo fatto, sommato ai precedenti, rafforza ancor più l'intenzione di Jack di scalzare l'avversario dal posto di comando tramite una specie di 'insurrezione generale'; ma avendo ricevuto ancora una volta ben poco sostegno dalla comunità Jack, Roger ed un altro ragazzo abbandonano i rifugi per formare una tribù autonoma separata.
Poco alla volta però riescono ad attrarre a sé nuove reclute sottraendole al gruppo principale, anche grazie ad un affascinante rituale in cui i loro membri, addentando carne di maiale, si dipingono il volto realizzando poi strane danze ed offrendo sacrifici in onore della bestia (o per cercare d'attirarla a sé). La testa di un maiale ucciso precedentemente da Jack, infilzata su un palo e attorniata dagli insetti, diventa il loro totem primario.

Una visione di morte

Simon intanto (probabilmente affetto da epilessia), s'allontana da solo per riflettere fino a quando non incappa nella testa di maiale mozzata lasciata da Jack come offerta alla bestia; il ragazzo, vedendola brulicare di mosche, la immagina immediatamente come "Il Signore delle mosche" (epiteto fenicio del dio Belzebù) ed ha l'allucinazione che stia parlando con lui. Questa 'testa parlante' pare rivelargli allora ch'essi non sarebbero mai riusciti a fermarlo in quanto si trova già all'interno di tutti loro, avendo contagiato gli animi dei ragazzi.
Lungo la via del ritorno anche Simon individua il paracadutista morto scambiato per la bestia, ed è così il primo ed unico membro del gruppo a riconoscere finalmente la 'verità': il presunto mostro non è altro che un semplice cadavere umano il cui corpo privo di vita viene fatto muovere scompostamente dal vento. Il ragazzo spera di trovare il prima possibile Ralph per rivelargli la scoperta appena fatta; mentre febbricitante ritorna barcollando alla spiaggia trova invece la tribù di Jack nel bel mezzo di una festa tribale dei cacciatori.
Intenti a danzar mezzi nudi attorno al focolare circondati dalle tenebre, i ragazzi scambiano lo stesso Simon per la bestia, che viene così assassinato dalle lance scagliate dai compagni che paiono essere stati colti da un delirio frenetico.

La conchiglia e gli occhiali

Jack e la sua banda di selvaggi decidono che devono rubare gli occhiali a Piggy, unico mezzo che possa permettere di avviare un incendio all'interno dell'isola; compiono così un'incursione al campo di Ralph riuscendo ad entrarne in possesso e tornano poi di corsa alla loro dimora a Castle Rock. Ralph, che ormai è stato abbandonato dalla maggior parte dei suoi iniziali sostenitori, si dirige in direzione del 'castello' per confrontarsi faccia faccia con Jack e cercare di recuperar gli occhiali di Piggy, senza i quali il ragazzino non riesce a vedere ad un palmo dal naso.

Il castello

Portando con sé l'ultimo simbolo d'autorità rimastogli, la conchiglia, accompagnato da Piggy e dai gemelli, Ralph arriva all'accampamento della tribù del rivale e chiede a Jack che gli venga immediatamente restituito quello che per il povero Piggy è un oggetto prezioso in quanto senza di essi non riesce a vedere nulla. Ma una parte della tribù li ha già accerchiati prendendoli alle spalle; i gemelli vengono fatti prigionieri mentre Roger, facendo precipitare un masso dal punto in cima al dirupo ove si trova in osservazione, uccide Piggy e manda in frantumi la conchiglia. Ralph riesce a stento a fuggire, mentre Sam ed Eric vengono torturati fino a quando non accettano anch'essi di unirsi alla tribù di Jack.

Il grido dei cacciatori

La mattina seguente Jack ordina ai suoi sottoposti, il branco, di cercare il nemico costituito ora solo da Ralph ma, non trovandolo, decide di dar fuoco all'intera isola per cercare di bloccarlo ed infine ucciderlo. La caccia all'uomo prosegue frenetica con le fiamme che avanzano sempre più e al ragazzo non resta che tuffarsi a capofitto in fuga nella foresta e correre verso la spiaggia, attendendo la morte. Qui però si imbatte fortunatamente in un ufficiale di marina la cui nave militare, essendo stata attratta dal fumo, si era fermata proprio in quel momento davanti all'isola.
Ralph piange disperato per le morti atroci capitate a Simon e Piggy e per la fine dell'innocenza che l'oscurità ha portato a tutti loro. Nel chiedere le prime informazioni sullo stato dei presenti - oramai son sopraggiunti anche gli altri - l'ufficiale chiede: "Non avrete mica ammazzato nessuno, spero". L'uomo però venuto a conoscenza dei due delitti rimarrà dapprima basito, ma poi commosso e imbarazzato dalle lacrime del gruppo, in cui è rimasto indelebile il ricordo della terribile avventura appena vissuta.


Questo era tra i "100 libri da leggere almeno una volta nella vita" e adesso mi spiego il perchè. Si può definire un classico per ragazzi e tratta come tema centrale la convivenza e sopravvivenza che è il perno centrale dell'intero racconto. Spiega in modo narrativo il modo di comportarsi di fronte ad un problema come per loro la sopravvivenza. 
Mi ha lasciato un bel ricordo sopratutto mi è piaciuto la parte finale del libro con molti colpi di scena rispetto all'inizio del racconto.

Consiglio a tutto questa lettura, sopratutto a chi vuole ritrovarsi in un isola deserta senza viveri.




 






William Golding



William Golding nacque in Cornovaglia in una famiglia costituita da un padre dirigente di una scuola elementare, seguace del movimento socialista e da una madre suffragetta. Golding, nonostante questa atmosfera familiare, sin da piccolo, manifestò una solida fede religiosa.
Golding proseguì gli studi a Oxford dove studiò dapprima scienze naturali e dopo due anni passò allo studio della letteratura e della filosofia. Nell'autunno del 1934 pubblicò la sua prima raccolta di poesie dal titolo Poems.
Una volta ottenuta la laurea breve, nel 1935, si trasferì in una comunità religiosa, nella quale si accostò alle teorie del filosofo austriaco Rudolf Steiner attinenti all'antroposofia.
Lavorò per due anni come insegnante di inglese in una scuola elementare a sud di Londra, dove il pensiero di Steiner aveva una grande risonanza, e nel 1937 tornò a Oxford per completare gli studi. Successivamente si trasferì a Salisbury dove insegnò in una scuola elementare e conobbe Ann Brookfield, un'attivista comunista che sposò l'anno successivo.
Nel settembre del 1940 nacque il loro primo figlio, David.
Trascorse i primi anni della guerra in parte in mare, arruolato in marina. Grazie alle teorie del nonno minatore, elaborò peculiari concezioni sugli esplosivi che pubblicò in un saggio. Le autorità militari lo invitarono ad entrare in un centro di ricerca per sviluppare le sue teorie che, però, non produssero risultati significativi. Golding ottenne successivamente il comando di una nave e in questo ruolo si mise in luce in varie manovre belliche e nello sbarco in Normandia.
Nel luglio del 1945 nacque la seconda figlia, Judith Diana, nel settembre lasciò la marina e tornò all'insegnamento, sempre a Salisbury.
Nel 1952 cominciò a scrivere un romanzo intitolato Strangers from Within che spedì a diversi editori ottenendo solo risposte negative. Nel 1954 il romanzo venne pubblicato con il titolo Lord of the flies (Il signore delle mosche) dalla casa editrice Faber&Faber diretta da Thomas Stearns Eliot, che suggerì lui stesso il nuovo titolo, ispirandosi ad una metafora di Satana. Il libro si riagganciò all'esperimento portato avanti da Golding nella sua scuola elementare, dove divideva gli alunni in due gruppi pronti a discutere su una questione del giorno, talvolta con un moderatore presente, in altre occasioni in piena libertà. Golding notò che, in assenza di un arbitro, spesso la discussione degenerava in rissa.
Nel 1962 abbandonò l'insegnamento per dedicarsi completamente alla scrittura, anche se ricevette la carica di visiting professor presso l'Hollins College in Virginia e da quel momento venne invitato dalle più prestigiose università britanniche.
Negli anni seguenti pubblicò diversi romanzi, anche se dal 1968 riscontrò dei problemi a scrivere, e che descrisse in un diario apposito a partire dal 1971. Nel 1982 gli fu conferita la laurea ad honorem alla Sorbona e l'anno seguente il Premio Nobel per la letteratura, motivato dalla sua capacità di descrivere efficacemente la condizione umana nel mondo contemporaneo, grazie ad una chiarezza narrativa realistica e all'universalità del mito. Nel 1988 fu nominato baronetto.
Nel dicembre del 1992 gli venne asportato un melanoma maligno sul volto e, la mattina del 19 giugno dell'anno seguente, morì a causa di un attacco cardiaco.

OPERE
  • Poems (1934)
  • Il signore delle mosche (1954)
  • Uomini nudi (1955), 
  • La folgore nera (1956)
  • Farfalla d'ottone (1958)
  • Caduta libera (1959), 
  • La guglia (1964)
  • The Hot Gates (1965)
  • La piramide (1967)
  • The Scorpion God (1971)
  • L'oscuro visibile  (1979) 
  • Riti di passaggio (1980) Longanesi, 1982. Primo volume della trilogia Ai confini della Terra 
  • A Moving Target (1982)
  • Gli uomini di carta (1984) 
  • An Egyptian Journal (1985)
  • Calma di vento  (1987) Longanesi, 1988. Secondo volume della trilogia Ai confini della Terra 
  • Fuoco sottocoperta (1989) Longanesi, 1990. Terzo volume della trilogia Ai confini della Terra 
  • La doppia voce (1995) 

domenica 10 giugno 2018

Il libro di CHRISTOPHER

"A WONDER STORY" è la continuazione della serie di Wonder e questo è il 2° dei tre libri che ne fanno parte. Tratta il racconto di WONDER sotto il punto di vista di Christopher.

TITOLO: Il libro di Christopher
AUTORE: R.J. Palacio
EDITORE: Giunti
PAGINE: 128
PREZZO: € 10,00


















TRAMA

Christopher è l’amico di sempre di Auggie. Sono nati nello stesso ospedale e da quel momento sono state sempre insieme. E solo a quattro anni, vedendo la reazione di altri bambini ai giardinetti, Christoper si è reso conto per la prima volta della “diversità” di Auggie. In questo libro si racconta la storia di Wonder dal suo punto di vista. Christopher, dato che si è trasferito proprio l’anno in cui si svolgono gli eventi del romanzo, ha perso un po’ i contatti con l’amico. Un giorno la madre gli dice che è morta Daisy, la cagnetta di Auggie, e lo sollecita a telefonargli. Ma lui non ne ha voglia, anzi è un po’infastidito; segretamente è un po’ geloso delle attenzioni che la madre ha sempre dedicato ad Isabel, la madre di Auggie. E quando la madre si dimentica di venire a prenderlo a scuola è convito che sia andata da lei. Arriva invece il padre: la madre ha avuto un incidente. Christopher non sta vivendo un momento felice, i genitori si sono separati, a scuola è preso di mira da un bullo e i suoi voti non sono un granché. Nel momento di maggiore difficoltà sarà l’amico Auggie a salvarlo dall’imminente compito in classe di matematica. è sempre stato l’unico capace di spiegargli un intero argomento in un pomeriggio. A questo servono gli amici: essere presente nel momento del bisogno. E Christopher saprà anche come comportarsi quando tre membri della band musicale di cui fa parte gli chiedono di abbandonare il quinto compagno, meno dotato in musica.


Christopher è il migliore amico di Auggie fin dalla loro nascita, infatti sono nati nello stesso ospedale e i loro genitori vivevano vicini fino a quando non si sono dovuti trasferire. Questo è un'altro punto di vista del racconto di WONDER che ti emoziona sempre narrandoti un'altro aspetto che ancora non avedi considerato.

Anche qui ci sono delle frani importati tratti da libri come:

"E' un luogo così misterioso la terra delle lacrime 
(libro IL PICCOLO PRINCIPE)"

Ma anche canzoni come:
  • "The Final Countdown" di Europe;
  • "Seven Nation Army" di White Stripes;
  • Yellow Submarine;
  • Eye of the Tiger.

Il libro di JULIAN

"A WONDER STORY" è la continuazione della serie di Wonder e questo è il 1° dei tre libri che ne fanno parte. Tratta il racconto di WONDER sotto il punto di vista di Julian.

TITOLO: Il libro di Julian
AUTORE: R.J. Palacio
EDITORE: Giunti
PAGINE: 128
PREZZO: € 10,00


















TRAMA

Julian è un alunno della Beecher school, è un ragazzo normale con molti amici. Ma tutto cambia quando August Pullman entra a frequentare quella scuola. Julian spaventato dal suo volto, ricomincia ad avere incubi la notte. La mamma di Julian allora decide, con altre mamme della scuola, di far licenziare il preside Kiap, sia perché i genitori dovevano essere avvisati che sarebbe venuto un ragazzo con una deformazione facciale, sia perché August non ha fatto il test d'ingresso come tutti gli altri alunni, ma fallendo. Julian, vedendo il fallimento della madre, decide di scrivere dei “biglietti dispregiativi” ad Auggie e a Jack Will, suo ex amico. Ma il preside viene a sapere della faccenda dei bigliettini e decide di dare a Julian due settimane di sospensione poiché la scuola è molto severa riguardo a gli atti di bullismo. A questo gesto del signor Kiap i genitori di Julian decidono di fargli cambiare scuola. Dopo pochi mesi finisce la scuola, Julian va a casa della nonna, che un pomeriggio gli racconta la storia di com'è riuscita a scappare dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Tutto merito di un ragazzino con una deformità alle gambe che si chiamava anche lui Julian. Allora il ragazzo capì che era stato scortese con Auggie, quindi decise di scrivergli una lettera di scuse. Poco prima dell'inizio della scuola i genitori si rendono conto che non è opportuno fargli cambiare scuola e così Julian ha di fronte a sè un altro anno alla Beecher School.



Questo libro espone il racconto di Wonder sotto il punto di vita di Julian, un compagno di classe che trattato male fin dal primo giorno Auggie e questo libro ci spiega il perchè del suo comportamento.
E' stato istruttivo capire il motivo degli atteggiamenti scontrosi di un bullo e a volte ci si affezione anche, come in questo caso.

Anche qui vengono riportati frasi significativi tratti da libri e non solo come:

"Sii gentile, perché chiunque incontri sta 
combattendo una dura battaglia. (di IAN MACLAREN)"

"La paura non può farti molto più male di 
quanto te ne può fare un sogno. 
(tratto dal libro "Il signore delle mosche")"

Precetto di Julian "A VOLTE E' BELLO RICOMINCIARE"

"Possa marciare sempre a testa 
alta nel giardino di Dio 
(lapide di Julian)"


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Un salto in BIBLIOTECA - Giugno'2018



Giugno in BIBLIOTECA!!!!!!!!!

Giugno porta aria di belle giornate e d'estate, per questo che occorre leggere un bel libro al mare riparati sotto un ombrellone.

Questa volta ho deciso di prendere i due libri seguiti della serie di WONDER e in più ho ritirato un libro della lista dei "100 libri da leggere una volta nella vita".

Mi auguro una buona lettura.

ECCO I LIBRI PRESI IN PRESTITO:





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Rieccomi in biblioteca per la seconda volta in un mese.
Avevo intenzione di prendere l'ultimo libro della serie di Wonder (Il libro di Charlotte) ma lo hanno richiesto in prestito il giorno stesso prima di me. Allora ho preso due libri che trattano il tema del viaggio e delle montagne che attualmente mi sto appassionando grazie alle varie escursioni che sto intraprendendo. Un libro è stato il premio Strega nell'anno 2017 l'altro ero curioso di leggerlo perchè mi incuriosiva lo scrittore-alpinista che vedo spesso in Tv sopratutto nella trasmissione "CARTA BIANCA". 
Inoltre ho preso di nuovo il libro "Wonder" per mia sorella nella speranza che le possa piacere quanto a me.

ECCO I LIBRI PRESI IN PRESTITO: